La progettazione antincendio dopo il D.M. 18.10.2019

La progettazione antincendio dopo il D.M. 18.10.2019

Le principali modifiche imposte alle procedure di progettazione antincendio in seguito alla pubblicazione del nuovo decreto e alle successive variazioni dell’allegato V.

La regolamentazione delle pratiche antincendio negli ultimi anni è stata oggetto di un rinnovamento continuo e costante, destinato a proseguire nei prossimi anni.

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 sono stati pubblicati parecchi decreti che hanno introdotto sia modifiche comuni alla realizzazione di una qualsiasi pratica antincendio, sia vincoli precisi per alcune specifiche attività.

Riassumiamo di seguito la regolamentazione che un tecnico antincendio oggi deve conoscere:

  • D.M. 18.10.2019, meglio noto come l’attuale “Codice antincendio”;
  • D.M. 14.2.2020, ovvero il decreto che definisce le prescrizioni da rispettare nel caso di alcune specifiche attività normate: uffici, attività ricettive turistico-ricreative, attività scolastiche e attività commerciali;
  • D.M. 6.4.2020, relativo agli asili nido;
  • D.M. 15.5.2020, relativo alle autorimesse;
  • D.M. 10.7.2020, relativo agli edifici sottoposti a tutela.

Dal punto di vista operativo, il D.M. 18.10.2019 ha aggiornato il precedente D.M. 3.8.2015 (che aveva segnato un punto di svolta importante definendo le modalità per un approccio prestazionale) sostituendo completamente le sezioni G, S, V e M. Vediamo insieme le principali modifiche.

Principali modifiche alla sezione G - Termini, definizioni e simboli grafici

Nella nuova stesura sono state aggiunte alcune definizioni che non erano presenti nella versione precedente, tra cui:

  • Attività all’aperto, ovvero attività (o porzione di attività) comprensiva delle sue vie di esodo, svolta in area delimitata e prevalentemente in spazio a cielo libero, che consente al fumo e al calore dell’incendio di disperdersi direttamente in atmosfera.
  • Lunghezza del corridoio cieco, ovvero la distanza che ciascun occupante deve percorrere lungo una via di esodo dal punto in cui si trova fino a raggiungere un punto in cui diventa possibile l’esodo in più di una direzione oppure in un luogo sicuro.
  • Gestione della folla, ovvero la disciplina che tratta la pianificazione sistematica e la supervisione dell’assembramento e del movimento ordinato della folla.
  • Sistema di ventilazione orizzontale forzata (SVOF), ovvero il sistema o l'impianto che è destinato ad assicurare, in caso di incendio, lo smaltimento meccanico controllato dei fumi e dei gas caldi.

Tra i metodi per la progettazione antincendio per la verifica di soluzioni alternative, il nuovo decreto descrive anche la possibilità di utilizzare un metodo sperimentale con prove eseguite dal professionista in presenza di uno o più addetti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Sia per il rischio beni che per il rischio ambiente è stata inoltre aggiunta la possibilità di differenziare il rischio per specifici ambiti lavorativi.

Principali modifiche alla Sezione S - Strategia antincendio

Il D.M. 18.10.2019 non ha provocato stravolgimenti nell’applicazione delle strategie già precedentemente presenti, ha però precisato meglio alcuni specifici aspetti per poter descrivere più adeguatamente le situazioni reali che si verificano durante la progettazione.

Una differenza evidente è la possibilità di diversificare le strategie S.6 (Controllo dell’incendio) e S.7 (Rivelazione e allarme) per ogni singolo ambito lavorativo (o compartimento) e la strategia S.9 (Operatività antincendio) per ogni singolo compartimento, mentre in precedenza le valutazioni dovevano essere fatte sull’intera attività.

Per quanto riguarda le singole strategie si possono evidenziare alcune differenze rilevanti:

  • S.3 (Compartimentazione): sono stati modificati alcuni limiti massimi di superficie ed è stata parzialmente rivista la gestione dei compartimenti multipiano;
  • S.4 (Esodo): sono state definite meglio le caratteristiche di un “Luogo sicuro” e delle vie di esodo e sono stati modificati alcuni parametri per la definizione sia della lunghezza massima di una via di esodo, che della sua larghezza minima. È stata anche aggiunta la gestione delle vie di esodo per attività all’aperto che in precedenza non erano presenti;
  • S.6 (Controllo dell’incendio): sono cambiate alcune modalità di calcolo relative al numero minimo di estintori che occorre predisporre;
  • S.8 (Controllo di fumi e calore): è stata aggiunta la possibilità di gestire l’evacuazione dei fumi con sistemi di ventilazione forzata orizzontale di fumo e calore (SVOF).

Principali modifiche alla sezione V - Regole tecniche verticali

Per quanto concerne la sezione V, i capitoli da 1 a 3 contengono modifiche alle prescrizioni, comuni a tutte le attività previste:

  • V.1 - Aree a rischio specifico.
  • V.2 - Aree a rischio per atmosfere esplosive.
  • V.3 - Vani degli ascensori.

Mentre i capitoli da 4 a 10 contengono modifiche alle prescrizioni che identificano attività singole specifiche:

  • V.4  - Uffici.
  • V.5  - Attività ricettive turistico-alberghiere.
  • V.6  - Autorimesse.
  • V.7  - Attività scolastiche.
  • V.8  - Attività commerciali.
  • V.9  - Asili nido.
  • V.10  - Musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi.

In relazione al capitolo V.6 (Autorimesse) è importante sottolineare che il D.M. 15.5.2020 ha anche abrogato il D.M. 1.2.1986, rendendo obbligatorio l’utilizzo dei D.M. 18.10.2019 e D.M. 15.5.2020 per la corretta progettazione antincendio di una autorimessa.

Principali modifiche alla sezione M - Metodi

La sezione M, relativa all’approccio ingegneristico dell’attività, non ha subito grosse modifiche rispetto alle indicazioni già presenti nel D.M. 3.8.2015.

Ci sembra tuttavia importante evidenziare come, nel paragrafo relativo alla durata degli scenari antincendio, siano state precisate in maniera più approfondita le specifiche relative alla salvaguardia della vita, distinguendo tra vita degli occupanti e vita dei soccorritori.

 

Pubblicato il: 30/11/2020
Sezione: Impiantistica
Autore: Ing. G. Luotti - Technical Support Edilclima