La verifica dell’efficienza media stagionale: significato, casistiche e aspetti applicativi

La verifica dell’efficienza media stagionale: significato, casistiche e aspetti applicativi

Premessa

La verifica dei requisiti minimi di progetto, disciplinata dal D.M. 28.10.25 (decreto requisiti minimi), rappresenta un’attività di rilevanza centrale, costituendo il presupposto di fattibilità di qualsiasi intervento. I parametri soggetti a verifica sono molteplici e afferiscono al fabbricato (involucro edilizio), agli impianti (sistemi tecnologici asserviti ai differenti servizi) e all’edificio (inteso come l’insieme di fabbricato e impianti). Tra i parametri relativi agli impianti particolarmente significativa è l’efficienza media stagionale, declinata in funzione del servizio considerato (riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria).
Come si calcola questo parametro? Fondamentali sono una corretta schematizzazione dei sottosistemi impiantistici e un’adeguata valutazione dei corrispondenti fabbisogni energetici.

Lo schema logico dei sottosistemi impiantistici

Ciascun impianto può essere rappresentato, in modo semplificato, come una serie di sottosistemi, disposti in cascata. Ciascun sottosistema, così come l’impianto nel suo complesso, è contraddistinto da un doppio flusso energetico, in ingresso e in uscita. Il flusso in uscita è al netto delle perdite e dei recuperi che hanno sede nel sottosistema in esame e che sono invece ricompresi in quello in ingresso.

Figura 1 Infografica

 Figura 1 Schema logico semplificato del flusso di calcolo e dei sottosistemi impiantistici (impianto di riscaldamento idronico)

Gli step di calcolo del fabbisogno

Il calcolo dei fabbisogni energetici procede, convenzionalmente, secondo una direzione ben precisa, apparentemente “al contrario”. La valutazione si articola in step successivi e ha inizio “in uscita” dall’impianto, attraverso la definizione dell’energia resa all’utenza, per poi concludersi “in ingresso” allo stesso, mediante la quantificazione dell’energia fornita dai singoli vettori energetici. Prodromica al calcolo è la determinazione dei fabbisogni ideali del fabbricato e dell’edificio, in condizioni di ventilazione di riferimento ed effettiva. Per il servizio di riscaldamento (impianto idronico) gli step di calcolo sono ad esempio, ai sensi delle specifiche tecniche UNI/TS 11300-1-2, i seguenti.

 Figura 2 Step di calcolo

 Figura 2 Riepilogo step di calcolo

Il concetto di rendimento o efficienza

Il rendimento o efficienza di un determinato sottosistema rappresenta un concetto fisico di base ed è dato, come rimarcato dalla UNI/TS 11300-2, punto 5.5.4, dal rapporto tra i fabbisogni energetici in uscita e in ingresso al sottosistema stesso.
Il fabbisogno in uscita (energia resa) è espresso in termini di energia utile. Il fabbisogno in ingresso (energia richiesta) può essere invece espresso in termini di energia utile o primaria. La scelta del parametro può dipendere, ad esempio, dallo scopo del calcolo.
Nell’ambito di una diagnosi energetica si calcola di regola il rendimento termico, valutato rispetto all’energia utile. Ai fini delle verifiche di legge, si effettua invece una valutazione rispetto all’energia primaria.

Il caso degli impianti ad aria primaria e a tutt’aria
In caso di impianti ad aria primaria (idronici e aeraulici) o a tutt’aria (solo aeraulici), occorre attribuire al servizio di riscaldamento/raffrescamento sia i fabbisogni in carico all’impianto idronico (in uscita dall’emissione) sia quelli in carico all’impianto aeraulico (per preriscaldamento/preraffrescamento e umidificazione/deumudificazione). Tali fabbisogni incideranno pertanto, sia al numeratore che al denominatore, nel calcolo del rendimento. Si attribuiscono invece al servizio di ventilazione i soli fabbisogni elettrici per la movimentazione dell’aria (ventilatori). Tale convenzione, coerente in effetti con la realtà fisica del sistema, è specificata nella UNI/TS 11300-2, appendice C.

La verifica di efficienza media stagionale

La verifica di efficienza media stagionale deve essere effettuata in caso di nuova costruzione, di ristrutturazione importante e di riqualificazione energetica.
Il D.M. 28.10.25 prescrive, all’allegato I, paragrafo 3.3, capoverso 2, lettera b, che le efficienze medie stagionali degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria, valutate come rapporto tra il fabbisogno di energia utile e il relativo fabbisogno di energia primaria totale, risultino superiori alle corrispondenti efficienze dell’edificio di riferimento (i cui parametri sono definiti dall’appendice A al decreto).

Gli aspetti applicativi

Fin qui sembrerebbe tutto semplice e chiaro. Il decreto aggiunge però, differentemente dalla versione preesistente (D.M. 26.06.15), una precisazione, che introduce una possibile criticità applicativa. La precisazione, precedentemente contenuta nella FAQ 2.28 e ora recepita nel testo legislativo, è la seguente.
Per i servizi di riscaldamento e raffrescamento al numeratore del rapporto occorre porre, ai fini del calcolo del rendimento, il fabbisogno di energia utile ideale dell’edificio reale, valutato in condizioni di ventilazione di riferimento secondo UNI/TS 11300-1. Si evidenziano quindi due contraddizioni.
La prima, sebbene perlopiù terminologica, è che il fabbisogno ideale, valutato in condizione di riferimento, è quello del fabbricato, inteso come mero involucro edilizio. Il fabbisogno dell’edificio, inteso come insieme di involucro e impianti, è invece valutato in condizioni di ventilazione effettiva.
La seconda, più sostanziale, è che il fabbisogno ideale in condizioni di riferimento (ventilazione naturale) può coincidere con l’energia in uscita dall’impianto, ma non è detto che sia così. I due parametri possono infatti differire, ad esempio in presenza di ventilazione meccanica o di recuperi provenienti dall’impianto di acqua calda sanitaria.
Ne consegue che, in determinati casi, una lettura formale del decreto e l’uso del fabbisogno ideale, in luogo di quello effettivo (in uscita dall’emissione), comporterebbe criticità applicative nel soddisfacimento dei requisiti. Si pensi, ad esempio, all’ipotesi di edificio poco isolato e presenza di ventilazione meccanica. In tale ipotesi il peso della ventilazione è maggiore nell’edificio di riferimento, rispetto che nell’edificio reale, rendendo il soddisfacimento della verifica pressoché infattibile. Ecco qualche esempio numerico:

Figura 3 Esempio numerico

Figura 3 Esempio numerico

Le possibili interpretazioni

Il parametro indicato dal decreto sembrerebbe dunque, in linea di principio, un candidato non sempre adeguato alla valutazione del rendimento. Quale conclusione trarre? L’interpretazione più plausibile è che, come spesso accade, non ci si debba limitare a una lettura pedissequa, ma occorra ricorrere a un’analisi critica. È probabile che il legislatore minus dixit quam voluit, riferendosi alla casistica più basilare. Al di fuori di tale casistica, occorrerebbe però tenere conto di tutti gli aspetti incidenti sul calcolo, nel rispetto della fisica, della regola dell’arte e della ratio alla base delle disposizioni legislative.

Il doppio calcolo del software Edilclima

Al fine di ovviare alle criticità applicative sopra descritte, è stato implementato in EC700 un doppio calcolo dell’efficienza media stagionale: secondo UNI/TS 11300 (calcolo fisico) o secondo il D.M. 28.10.25 (interpretazione letterale). Il progettista ha così la possibilità di operare a propria discrezione, effettuando un’analisi critica o applicando in modo formale il decreto. Tale opzione era stata già introdotta nelle precedenti release del software (versione 8), in relazione al D.M. 26.06.15 e alla relativa FAQ 2.28, ora recepita dal D.M. 28.10.25.

Figura 4 EC700

Figura 4 Doppio calcolo implementato nel software EC700

Conclusioni

Le norme e le leggi sono sempre più complesse e numerose e spesso generano dubbi. L’approccio più cautelativo? Dal punto di vista del progettista, cercare sempre l’interpretazione più corretta, senza fermarsi a un’applicazione letterale. Dal punto di vista del software, supportare e orientare le interpretazioni, assicurando allo stesso tempo la massima flessibilità. Ogni parametro, calcolo e requisito non rappresenta solo un dettaglio, ma sottende un tassello cruciale per una progettazione davvero affidabile, strutturata e coerente.

 

 

Pubblicato il: 17/04/2026
Autore: Donatella Soma - Supporto Tecnico ed Editoria Edilclima