Predisposizione degli edifici all’intelligenza: è arrivato SRI Rating

Predisposizione degli edifici all’intelligenza: è arrivato SRI Rating

Il punto di partenza: l’impulso legislativo

La nuova Direttiva EPBD IV, in vigore dal maggio 2024, mette in luce, all’art. 15, comma 2, una tematica sempre più centrale, quella degli edifici intelligenti. La prescrizione è diretta alla Commissione europea, che, entro il 30 giugno 2027, dovrà adottare un atto delegato per l’integrazione della Direttiva. L’obiettivo è l’implementazione di un sistema comune facoltativo per la valutazione della predisposizione degli edifici all’intelligenza. Tale sistema, basato su un’apposita metodologia e su specifici indicatori (SRI - Smart Readiness Indicator), si applicherà agli edifici non residenziali provvisti di impianti di riscaldamento/condizionamento (combinati o meno con la ventilazione) con potenza nominale utile superiore a 290 kW.
Lo scopo è valutare la capacità dell’edificio di adattare il proprio funzionamento alle esigenze dell’occupante (riguardo ad esempio alla qualità degli ambienti interni) e della rete, con conseguente impatto sul miglioramento dell’efficienza energetica e della prestazione complessiva.
La metodologia di valutazione della predisposizione all’intelligenza è definita all’allegato IV. Tra gli elementi considerati si annoverano, ad esempio, i contatori intelligenti, i sistemi di automazione e controllo, i dispositivi autoregolanti e i sistemi di accumulo. All’allegato V viene invece menzionata, tra i contenuti minimi che verranno integrati nell’APE, la capacità dell’edificio di reagire ai segnali esterni, a cui si possono aggiungere anche altre informazioni (quale, ad esempio, una precisa valorizzazione della predisposizione dell’edificio all’intelligenza).

Il contesto operativo: dall’efficienza all’intelligenza

Questo significa che, in un prossimo futuro, la valutazione della predisposizione all’intelligenza potrebbe rientrare, a tutti gli effetti, nella determinazione delle prestazioni degli edifici. Le tempistiche non sono ancora certe. La nuova Direttiva avrebbe già dovuto essere recepita e l’Italia è entrata in condizione di infrazione. Fintanto che non verranno emanate le disposizioni attuative, le nuove prescrizioni non saranno quindi effettivamente operative.
Ciononostante, la direzione è chiara e conviene predisporsi fin d’ora al cambiamento, sfruttandone tutte le potenzialità.
Da una lettura complessiva della Direttiva emergono infatti due concetti essenziali. Il primo è che l’approccio all’efficientamento degli edifici appare sempre più ampio ed evoluto. Non ci si limita a valutazioni strettamente energetiche, ma si spazia tra aspetti di differente natura: impatto ambientale, fattibilità, digitalizzazione, automazione, domotica, comfort, benessere. Il secondo è che, proprio in questa logica, occorre orientarsi agli step futuri ed entrare fin da subito nell’ottica di valutazioni articolate, esaustive e strutturate, che coinvolgono tanti elementi. Una progettazione consapevole non può dunque prescindere da un approccio sistemico e da un’attenta considerazione di tutti gli aspetti. Il focus è posto sule prestazioni complessive dell’edificio, intese in senso lato.

Il metodo

Ma come si quantifica, di fatto, la predisposizione all’intelligenza? Quali variabili entrano in gioco? I criteri di calcolo dell’SRI sono forniti, ad oggi, dal Regolamento Delegato UE 2020/2155 della Commissione europea del 14 ottobre 2020, che integra la Direttiva 2010/31/UE (cosiddetta EPBD II) istituendo un sistema comune facoltativo dell’Unione Europa per la valutazione della predisposizione degli edifici all’intelligenza (tale sistema sarà presumibilmente suscettibile di aggiornamento, in base alle disposizioni della successiva EPBD IV).
Il metodo si basa sull’analisi dei vari servizi intelligenti e ambiti tecnici presenti nell’edificio, correlati ai corrispondenti criteri di impatto e funzionalità chiave. Scopo del calcolo è la quantificazione di un punteggio complessivo di predisposizione all’intelligenza, espresso dal rapporto tra la predisposizione effettiva e quella massima che l’edificio potrebbe raggiungere. La determinazione dei punteggi parziali si basa su fattori di ponderazione predefiniti (allegati III, V, VII), legati a vari aspetti (es. condizioni climatiche, tipo di edificio, ecc.). L’indicatore di predisposizione all’intelligenza, riferito all’edificio o all’unità immobiliare, deve essere riportato su un apposito certificato, i cui contenuti sono specificati nell’allegato IX.

Figura 1 Struttura multidimensionale

Figura 1 - Struttura multidimensionale della metodologia europea (Regolamento Delegato UNI 2020/2155)

Il nuovo strumento: SRI Rating

In un contesto in evoluzione, sono necessari nuovi strumenti e competenze adeguate. Da qui nasce l’idea di SRI Rating, il nuovo servizio web di Edilclima. Il servizio consente di calcolare, in modo guidato e automatico, l’indicatore di predisposizione all’intelligenza (SRI) dell’edificio, in conformità a quanto previsto dalla regolamentazione vigente. Il calcolo può essere effettuato attraverso due differenti modalità: il metodo semplificato, pensato per il libero cittadino e per una prima valutazione indicativa, e il metodo analitico, destinato ai professionisti e diretto a un’analisi approfondita, conforme alle procedure normate. Il servizio consente di:

  • effettuare una compilazione guidata dei dati di input, supportando il processo di valutazione;
  • eseguire il calcolo secondo la metodologia europea, garantendo coerenza con il quadro regolatorio complessivo;
  • accedere alla presentazione dei risultati, tra cui l’indicatore SRI, il contributo dei diversi ambiti tecnici e la valutazione dei domini di impatto.

Figura 2 Schermata

 

Figura 2 - Schermata di SRI Rating

Come si correlano queste valutazioni con il calcolo delle prestazioni energetiche?

Nell’attuale quadro regolamentare la valutazione della predisposizione all’intelligenza non si integra con il calcolo energetico, bensì procede in modo parallelo a quest’ultimo. Lo stesso vale per altre valutazioni, quale ad esempio quella del livello di automazione (BACS) secondo la norma UNI EN ISO 52120-1. In altri termini, l’indicatore SRI non incide, dal punto di vista puramente matematico, sul calcolo dell’energia primaria o su altri indicatori energetici (che tengono invece conto solo di determinati aspetti, come ad esempio il rendimento di regolazione o il fattore di contabilizzazione), costituendo al momento un parametro indipendente.
Ciò non significa, tuttavia, che si tratti di valutazioni scorrelate o incoerenti. Ma anzi, proprio nell’ottica di un approccio integrato e sistemico, tutti gli indicatori concorrono a descrivere le prestazioni complessive dell’edificio, fornendo un quadro sempre più preciso e puntuale del loro grado di evoluzione e del possibile margine di efficientamento e ottimizzazione. La direzione è dunque quella di un’analisi sempre più fine e multidisciplinare, fondata su parametri complementari e addizionali, volti a fornire molteplici punti di vista e a prospettare altrettante strategie di miglioramento. In sostanza, si procede su molteplici fronti, perseguendo un obiettivo comune: un parco immobiliare più performante, intelligente, sostenibile ed efficiente.

 

Pubblicato il: 15/05/2026
Autore: Donatella Soma - Supporto tecnico ed editoria Edilclima